Visitare Dozza, tra l'Enoteca Regionale e i muri dipinti
A due passi dalla Via Emilia e dal fiume Sillaro, storico limite tra Emilia e Romagna, Dozza profuma di arte, di cultura e di ricordi lontani, che ci riportano all’epoca medievale. A impreziosire le vie acciottolate, trasformando gli archi e le scalinate di pietra in illustrazioni da fiaba, ci sono i dipinti che anno dopo anno gli artisti hanno creato per le semplici abitazioni dozzesi. Infatti la Biennale del Muro Dipinto, manifestazione culturale nata nel 1960, attira a Dozza ogni due anni pittori di fama nazionale e internazionale perché lascino un’impronta del proprio stile, facendo del borgo un grande libro illustrato.Se l’evento settembrino anima la Dozza di oggi, non si possono dimenticare le testimonianze affascinanti di ieri: tra gli edifici più belli c’è la Rocca Sforzesca, ancora ben conservata, con le sue ampie cucine rustiche e le stanze signorili, finemente arredate con legni, tessuti pregiati, e sontuosi arazzi settecenteschi. La Rocca contiene una piccola pinacoteca che comprende una sezione dedicata a Norma Mascellani, artista bolognese cui è stata conferita la cittadinanza dozzese onoraria, e per i più viziosi, nello stesso edificio, c’è l’Enoteca Regionale dell’Emilia Romagna, a testimoniare l’amore di questa terra per il buon vino e la buona tavola. Inoltre vale la pena di visitare la Chiesa Parrocchiale, con la sua lunetta scultorea di età longobarda, il dipinto del 1492 che rappresenta la Madonna col Bambino tra i santi Giovanni Battista e Margherita, il Rivellino e la Rocchetta trecentesca.
Gli edifici di Dozza non si fanno solo ammirare, ma amano diventare scenari di manifestazioni ed eventi: diverse rappresentazioni sacre vengono allestite durante l’anno dalla Parrocchia dell’Assunzione di Maria Vergine, come la sfilata in costume per le vie del centro nel giorno dell’Epifania,o la Via Crucis durante la Settimana Santa. Nel periodo della Pentecoste, dal sabato precedente a quello successivo, si rincorrono vari appuntamenti che coinvolgono Dozza e i paesi vicini, tra cui lo spettacolo del Corpo Bandistico Folkloristico, la pesca di beneficenza e l’immancabile concorso fotografico. L’allegria fa da padrona durante la Festa delle Arzdore, che all’inizio di settembre propone un fine settimana di delizie romagnole: per raccogliere fondi destinati a varie opere benefiche si mettono ai fornelli le “arzdore” di Dozza, abilissime cuoche del posto, per preparare tortellini e tagliatelle, piadine e braciole di castrato, da innaffiare col miglior vino Sangiovese di Romagna.





